Galapagos - Simone Sbaraglia Photography

GALAPAGOS

di Simone Sbaraglia


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Cosa avrà pensato Darwin nel 1835 arrivando alle Galapagos? Non lo so, ma so cosa ho provato io. Il senso di disagio mi ha accompagnato per tutta la mia permanenza su queste isole meravilgiose. Ho girato il mondo, sono entrato in sintonia con animali selvaggi che vivono negli angoli più sperduti del Pianeta, inseguendoli per giorni, vivendo con loro e come loro. Ma qui tutto ciò non è possibile. Le isole Galapagos sono situate nell’oceano Pacifico, quasi 1000km ad ovest delle coste del Sudamerica, proprio sull’Equatore. L’arcipelago appartiene alla Repubblica dell’Ecuador. È formato da 13 isole principali, 6 piccole isole, 42 isolotti e tanti scogli più o meno grandi, che insieme ricoprono una superficie emersa totale di circa 8.000 kmq. Trovandosi sulla confluenza di tre importanti correnti oceaniche, la posizione geografica delle Galapagos si rivela speciale anche da un punto di vista oceanografico, tanto che questo arcipelago è il punto d’incontro di un altissimo numero di specie marine. Questa unicità, nei secoli, ha creato un ecosistema caratterizzato da una fortissima diversità specifica. La grande distanza dal continente, di cui le Galapagos non hanno mai fatto parte, ha determinato la presenza di una fauna e di una flora unici e particolari, la cui evoluzione è stata caratterizzata proprio dall’estremo isolamento che, prolungatosi per milioni di anni in condizioni ambientali uniche ha facilitato lo sviluppo di meccanismi evolutivi esclusivi, creando una diversità specifica superiore alla norma. Tutto ciò fa delle Galapagos l’arcipelago più complesso e diversificato del mondo, dove, nonostante l’intervento umano abbia contribuito pesantemente a modificare gli aspetti originari, l’ambiente è rimasto relativamente intatto proprio grazie all’enorme distanza dal continente. Le Galapagos sono così un “laboratorio vivente” e “una vetrina dell’evoluzione”; qui si possono studiare e approfondire i diversi meccanismi utilizzati dalla natura per dare origine a nuove specie e dunque per l’evoluzione delle specie, motivo per cui Darwin trovò un interesse particolare per questi luoghi. Queste isole sono uno dei pochissimi posti al mondo che non ha mai avuto una popolazione indigena e, nonostante oggi l’uomo sia la specie predominante, questa assenza di millenni si respira nell’aria. Le Galapagos sono state avvistate e approdate per prima volta dagli europei, il 10 Marzo del 1535, fino ad allora erano sconosciute all’essere umano anche se sembra che alcuni popoli Sudamericani vi abbiano soggiornato temporaneamente prima dell’arrivo degli europei. Il nome di “Galopegos Insulae” viene dalle numerose tartarughe giganti (testuggini giganti) presenti sulle isole, il cui carapace somiglia molto una sella da cavallo, chiamato appunto “galopegos” nello spagnolo di allora. Da questo momento in poi però questi luoghi intatti e meravigliosi sono stati teatro di una lenta ed inesorabile distruzione operata dalla mano dell’uomo. Le numerose specie di animali presenti, non avendo mai conosciuto gli esseri umani, non avevano nessuna reazione di paura o di fuga nell’incontrarlo, per questo sono state e sono una preda facilissima. Questo ha determinato, e continua a favorire, l’estinzione di tante specie presenti sulle isole, nonostante le Galapagos siano state incluse nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dall’UNESCO . Balenieri e commercianti di pelle di foca, negli anni, hanno fatto carne da macello di tartarughe e foche, con la conseguenza di far scomparire sei sottospecie di tartarughe giganti. Anche la popolazione locale di foche ha rischiato fortemente l’estinzione. Per non parlare poi della distruzione provocata dagli incendi appiccati da alcuni irresponsabili marinai, che hanno reso alcune isole irriconoscibili per sempre. Dal 1832, anno di annessione delle Galapagos all’Ecuador, l’arcipelago ha una sua popolazione, politicamente e socialmente organizzata. Ma soltanto nel 1959 viene creato il Parco Nazionale delle Galapagos che finalmente istituisce l’esigenza della tutela dell’ambiente. Il 97% del territorio fu dichiarato “area naturale protetta”, il parco viene suddiviso in cinque zone con particolari restrizioni turistiche per alcune di esse (in alcune aree definite critiche non possono transitare più di 12 turisti alla volta) . Tutto ciò ha da una parte creato la coscienza della tutela ambientale, ma dall’altra ha dato inizio ad un interesse turistico ed economico enorme nei confronti dell’arcipelago, favorendo grandi flussi migratori di gente proveniente dal Continente e dando il via a quello che oggi viene definito lo sviluppo moderno delle Galapagos e come ormai ben sappiamo lo sviluppo è quasi sempre legato alla distruzione dell’ambiente! E infatti nel 2007 l’arcipelago fu dichiarato dall’Unesco Patrimonio Naturale in Pericolo ed inserito nella lista dell’IUCN come ecosistema a rischio; l’introduzione di nuove specie, quali cani, gatti, capre, il turismo sfrenato, la pesca incontrollata e la crescita della popolazione avevano contribuito pesantemente a modificare questo ecosistema. Ciò ha posto le basi per una presa di coscienza da parte del governo, che ha così favorito nuovi progetti di sostenibilità ambientale e sociale. La periodica pulizia delle zone di nidificazione degli uccelli, la salvaguardia di specie floristiche e faunistiche rare e a rischio di estinzione, l’allevamento e riproduzione in cattività di specie di iguana terrestri e tartarughe giganti terrestri per la reintroduzione degli esemplari in zone a carenza o scomparsa di popolazione endemica, lo sradicamento e circoscrizione di specie introdotte (maiali, capre, topi, cedro, mora, guayaba), l’attività di ispezione e quarantena per la prevenzione all’introduzione di nuove piante, animali, insetti e malattie, il monitoraggio e regolazione dell’attività turistica, peschiera e di estrazione di materiale (sabbia, pietra e legname). E nel 2010 l’Unesco e la IUCN hanno “riabilitato” le Galapagos, togliendole dalla lista degli ecosistemi in pericolo. L’arcipelago rimane comunque una zona critica per il rischio di distruzione ambientale ed è pertanto ancora sotto osservazione degli organismi internazionali. 200 anni fa Darwin trovò un ambiente relativamente poco contaminato ma che già allora risentiva della presenza dell’uomo, se Darwin avesse la possibilità di ritornare oggi alle Galapagos, cosa potrebbe osservare? Com’è cambiato l’ambiente di queste isole gli ultimi 200 anni? Come abbiamo visto, la particolarità di questo ecosistema così isolato che si è sviluppato durante milioni di anni in questo posto particolare, ameno alle abitudini dell’essere umano, presenta un equilibrio delicatissimo dove, qualsiasi cambiamento, sia di origine naturale che di origine antropica, porta conseguenze gravissime. Ed è proprio questo contrasto fortissimo di due esigenze opposte fra loro, tenere lontano gli animali e la natura a rischio dall’uomo e, nello stesso tempo, mostrarla a più esseri umani possibile, che crea una strana dicotomia fra i luoghi accessibili a tutti, con alberghi super lussuosi, turisti, negozi ecc. e luoghi totalmente inaccessibili, dove per avvicinarsi al parco e osservare gli animali si deve prendere parte ad un’escursione organizzata, magari da una nave da crociera, che stipa le persone in una barca da cui l’osservazione è garantita attraverso un vetro cristallino. Le natura delle Galapagos è di una bellezza ineguagliabile, ma venire qui mi ha dato la sensazione di essere in un enorme zoo. La natura di questi luoghi è in grado di sorprendere con specie che sembrano essere approdate da un altro mondo e con questa moltitudine di strane emozioni torno nel mio, riprendo il volo per l’Europa con la certezza che non tornerò molto presto in questi luoghi. Riflettendo ancora sulle sensazioni che mi accompagnano mi auguro che il senso di estraneità che ho provato contagi anche qualche altro essere umano e lo porti a calpestare il suolo di queste isole con scarpe più leggere ed il cuore appesantito dalla consapevolezza che quando si arriva a dover riparare ai danni fatti quasi sempre è troppo tardi. 


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